Immunoterapia allergene-specifica

I cosiddetti vaccini antiallergici sono l’unica vera arma terapeutica contro le allergie, in quanto sono in grado non solo di modificare l’andamento della malattia, ma di prevenire la sensibilizzazione nei confronti di altri allergeni. L’immunoterapia allergene specifica sublinguale/oromucosale (in gocce o compresse da posizionare sottola lingua) può vantare ormai un’efficacia paragonabile a quella dei classici vaccini iniettivi sottocutanei. Inoltre sia la formulazione in gocce, che quella in compresse possono essere comodamente assunte dal paziente al proprio domicilio in quanto il profilo di sicurezza di tali preparati è molto elevato. Attualmente l’immunoterapia allergene-specifica disponibile riguarda sostanzialmente gli aeroallergeni, ovvero i pollini (che danno disturbi stagionali), gli acari della polvere e gli epiteli degli animali (che invece provocano reazioni allergiche indistintamente durante tutto l’arco dell’anno e che per tale motivo vengono definiti perenni). In base alle allergie diagnosticate al paziente viene prescritto il vaccino più adeguato, che comprende un singolo allergene o più di uno, da somministrarsi per un periodo che, secondo le linee guida, varia dai 3 ai 5 anni. Le somministrazioni di vaccino inizialmente vengono effettuate quotidianamente con dosaggio crescente fino a raggiungere un dosaggio di mantenimento, che sarà costante durante tutta la durata della terapia. Una volta raggiunto tale dosaggio, dopo alcuni giorni, le singole dosi non vengono più assunte quotidianamente, ma distribuite nell’arco della settimana a seconda dello schema da attuare. In particolare l’allergene viene assunto più di rado quando la terapia deve essere mantenuta durante tutto l’arco dell’anno (nel caso si tratti di un allergene perenne), mentre le dosi sono più ravvicinate quando invece la terapia viene effettuata nel periodo stagionale interessato dall’allergia e nei mesi precedenti (come avviene nelle pollinosi), riguardando quindi solo parte dell’anno solare.